mercoledì 25 gennaio 2012

Da parte di Antonella



Una proposta di canto. Prescindendo se lo canteremo mai, è bello condividerlo e ascoltarlo.

Vi ricordo la riunione di sabato alle 15.30!


Aspetto altre proposte! 

lunedì 23 gennaio 2012

"Per la preghiera e per la vita"



E che cosa ci dice oggi Gesù, a duemila anni di distanza?
         Anzitutto Gesù ci invita a conoscerlo di più, ad amarlo, a imitarlo. Ci invita a essere saldi nella fede, radicati in Lui, suoi testimoni nel mondo.
Ci dice di mettere Lui e il suo progetto di vita a fondamento della nostra esistenza; di buttare la vita, di donarla per gli altri fino allo scandalo della croce, perché questa è la gloria, questa è l’unica via di risurrezione. Le altre strade non portano proprio alla risurrezione. Ed è inutile poi lamentarsi. I falsi valori ci ingannano sempre.
         Così la parola appassionata di Maria (Fate quello che Lui vi dirà) ci fa puntare decisamente a Gesù come risposta ultima alle nostre attese e ai nostri problemi, ieri, oggi, sempre. E questo non da un punto di vista teorico, astratto, bensì dal punto di vista di un preciso impegno pratico, esistenziale.
Il traguardo a cui puntare è l’esperienza di una vita intesa come amore senza limiti, che si dona fino a perdere tutto, e che – nell’ora precisa del dono supremo – rivela il suo senso più pieno. La vita donata lascia vuota la tomba, vince la morte e vive per sempre. Chi spreca la sua vita per gli altri, la ritrova in pieno…
Non c’è nessun masochismo in tutto questo. Neppure c’è amore della croce, o del dolore, o del sacrificio per se stesso. C’è soltanto l’adesione di fede alla vita di Gesù – l’Uomo che indica all’uomo il vero volto dell’uomo, proprio perché non è soltanto un uomo –.
Talvolta la croce ci fa paura, perché sembra essere la negazione della vita.
In realtà è proprio vero il contrario! La croce è il supremo sì di Dio all’uomo; è l’espressione massima del suo amore per noi; è la cattedra dell’amore; è la sorgente della vita che vince la morte.
E subito mi torna alla memoria Sabatino, un ragazzo di vent’anni, che ho incontrato molti anni fa, da giovane prete.
Sabatino era un ragazzo come tanti altri. Faccio un po’ di fatica a ricordarne il volto. Eppure, era un ragazzo santo. Aveva lasciato la sua casa, per andare a vivere con i barboni, i poveracci, gli emarginati che si danno ritrovo vicino alla Stazione Centrale di Milano. Qui un frate camilliano, fratel Ettore, aveva requisito per loro uno stanzone, una specie di tunnel dentro alla stazione. Sabatino aveva deciso di vivere con loro, per servirli. Gli fu fatale un acquazzone d’agosto, quando, sotto la pioggia, andava a cercare i suoi barboni. Poco prima che la polmonite lo uccidesse, alla Clinica del Lavoro di Milano, un biglietto: «Se esco di qui, vi racconto tutto… Come si muore, e poi ci si trova risorti. Saluto tutti. Sabatino».
E ancora ricordo…
Sabatino mi raccontò quella prima volta, in cui s’era messo a lavare i piedi purulenti di un barbone, ed era proprio un venerdì santo. Mi disse che aveva provato la mistica certezza di stringere tra le proprie mani i piedi feriti di Gesù. «E’ stata un’esperienza unica», confessava, «e rimarrà per sempre indimenticabile».
Al funerale, dove nessun barbone volle mancare, l’Arcivescovo Martini spiegò finalmente il segreto di Sabatino. «Sabatino viveva dell’Eucaristia», disse; «aveva fatto suo il progetto di vita di Gesù, cioè il pane spezzato e il vino versato. Sabatino portava impresso nel suo cuore Cristo crocifisso».
***
Ma che cosa significa per me portare «impresso nel cuore» il segno della croce? Che cosa significa questo nel concreto della mia vita?
Che cosa significa per me rimanere saldo nella fede?
Vuol dire precisamente questo: Fate quello che Lui vi dirà.

Un estratto dal testo della catechesi tenuta il 17 agosto 2011, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid, dal Rettore della Pontificia Università Lateranense, mons. Enrico dal Covolo

martedì 10 gennaio 2012

Ingenue perle di saggezza...


Buona settimana a tutti!

Ricordo a quanti erano assenti sabato scorso (e dire che mi ero raccomandata...escludendo chi era fuori Vt)
che Antonella, Daniela, Nuccia, Silvia e Antonietta hanno l'elenco di massima dei canti per la Settimana Santa e che Antonietta ha lo spartito di "Dall'aurora al tramonto".Ci vediamo a fine mese, ma restate sintonizzati su questa pagina!