martedì 24 settembre 2013

Cominciate a riscaldare le ugole...

La ascolto cantare spesso a messa qui a Roma.
La trovo molto bella già all'unisono.
Non mi dilungherò su quanto potrebbe essere bella fatta a quattro voci. 




Non fateci troppo caso, l'esaurimento sta prendendo il sopravvento, 
quindi ne approfitto per ascoltare, almeno, buona musica.

mercoledì 18 settembre 2013

La sofferenza senza Gesù è follia della ragione, con Gesù è follia d'amore, per Gesù è abbraccio divino. (Don Pierino Galeone)

Cari tutti, riprendo al volo questo nostro spazio perché ancora una volta ho avuto la prova che in momenti di tensione altissima c'è solo una Stella Polare, e volevo condividerlo con voi.



E, sempre in merito alle giornate tipo questa:

Il cristiano sa che la sofferenza non può essere eliminata, ma può ricevere un senso, può diventare atto di amore, affidamento alle mani di Dio che non ci abbandona e, in questo modo, essere una tappa di crescita della fede e dell’amore. (enciclica Lumen Fidei del Papa)


giovedì 14 marzo 2013


E dopo giorni di tremenda attesa (non so voi, ma io ero preparata al peggio, e non avevo grandi speranze sul successore di Papa Ratzinger) ieri abbiamo avuto l'ennesima prova che Dio non abbandona il suo popolo, e che fa bene tutte le cose. Come ho ripetuto più volte in questi giorni, il Libero Arbitrio si è fatto da parte, e finalmente Habemus Papam. 
Non voglio esagerare, ma era proprio l'Atteso, per me. 
Mi hanno colpito le poche parole ma efficaci, l'atteggiamento, i gesti. La semplicità. Il suo mostrarsi completamente diverso dai predecessori. Avete notato che è uscito solo con la veste bianca?

Sono quasi certa di essere di fronte a un momento storico di grande cambiamento per la storia della cristianità. Spero sarà un grande Pastore, questo Papa Francesco I. Non mi importa perché abbia scelto questo nome (sulla rete già malignano), si leggono tristi processi alle intenzioni, si guarda più a cercare il pelo nell'uovo che a guardare cosa il Cardinale Bergoglio abbia fatto in questi anni. 

A fondo post trovate alcuni articoli che raccontano cose belle, diverse, che forse non siamo abituati a veder fare dai nostri porporati che spero si facciano un sentito esame di coscienza, perché questa è l'occasione che auguro loro per redimersi da tutte le porcate (che Don Flavio e soprattutto il Padreterno mi perdoni per la mia solita irruenza) che li han visti protagonisti in questi anni.
Ma come qualcuno mi ha voluto ricordare con forza, e gliene sono grata, nonostante non l'avessi perso di vista ma temessi di più la chiusura del cuore degli uomini, è Dio che fa la storia. Se lo lasciamo fare. Se ci affidiamo a Lui. E non ci delude, davvero.

Voglio condividere l'editoriale di Gramellini, perché è efficacissimo, ma prima il discorso di ieri sera, con cui si è presentato al suo popolo Papa Francesco I.

Annuntio vobis gaudium magnum;
habemus Papam:
Eminentissimum ac Reverendissimum Dominum,
Dominum Georgium Marium
Sanctae Romanae Ecclesiae Cardinalem Bergoglio
qui sibi nomen imposuit Franciscum

Benedizione Apostolica "Urbi et Orbi":
Fratelli e sorelle, buonasera!
Voi sapete che il dovere del Conclave era di dare un Vescovo a Roma. 
Sembra che i miei fratelli Cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo … ma siamo qui … Vi ringrazio dell’accoglienza. La comunità diocesana di Roma ha il suo Vescovo: grazie! E prima di tutto, vorrei fare una preghiera per il nostro Vescovo emerito, Benedetto XVI. Preghiamo tutti insieme per lui, perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca. 
[Recita del Padre Nostro, dell’Ave Maria e del Gloria al Padre] 
E adesso, incominciamo questo cammino: Vescovo e popolo. 
Questo cammino della Chiesa di Roma, che è quella che presiede nella carità tutte le Chiese. Un cammino di fratellanza, di amore, di fiducia tra noi. 
Preghiamo sempre per noi: l’uno per l’altro. Preghiamo per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza. Vi auguro che questo cammino di Chiesa, che oggi incominciamo e nel quale mi aiuterà il mio Cardinale Vicario, qui presente, sia fruttuoso per l’evangelizzazione di questa città tanto bella! 
E adesso vorrei dare la Benedizione, ma prima – prima, vi chiedo un favore: prima che il vescovo benedica il popolo, vi chiedo che voi preghiate il Signore perché mi benedica: la preghiera del popolo, chiedendo la Benedizione per il suo Vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me. 
[…] 
Adesso darò la Benedizione a voi e a tutto il mondo, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà. 
[Benedizione]
Fratelli e sorelle, vi lascio. Grazie tante dell’accoglienza. Pregate per me e a presto! Ci vediamo presto: domani voglio andare a pregare la Madonna, perché custodisca tutta Roma. Buona notte e buon riposo!



***
La voce del silenzio, di Massimo Gramellini - La Stampa, 14 marzo 2013.

È timido, è semplice, è piemontese, anche se parla come Maradona. Chissà se gli basterà essersi chiamato Francesco per seppellire la pompa della Chiesa e la società dei consumi, entrambe degenerate a livelli insostenibili. Di sicuro uno che al suo primo affaccio dal balcone si mette in ginocchio e riesce a fare tacere per quasi mezzo minuto la folla di Roma può essere capace di qualsiasi impresa. Mezzo minuto di silenzio, cioè di spiritualità, qualcosa di molto più ampio della religiosità. Le parole trasmettono emozioni e pensieri. Il silenzio, sentimenti. Erano anni che lo aspettavamo. Anni orribili di applausi ai funerali e di minuti di silenzio inquinati da coretti da stadio non solo negli stadi. Questo terrore di entrare in contatto con se stessi, contrabbandato per empatia ed espansività. Questo bisogno di buttare sempre tutto fuori, per paura di sentire che cosa c’è dentro, fra la pancia e la testa. Il cuore. 

Il gesuita Francesco ha mandato nel mondo il suono dimenticato del silenzio. Per trentadue secondi: in televisione un’eternità. Sarebbe bastato che dalla piazza partisse un «viva» o un «daje» per rovinare tutto. E invece una Roma improvvisamente e miracolosamente afona non gli ha sporcato il primo e fondamentale discorso a bocca chiusa. Ora il suo cammino può cominciare, nonostante le difficoltà del caso. Lui è abituato a girare in metropolitana, ma muoversi coi mezzi a Roma risulta piuttosto complicato. Le strade sono piene di buche, in Curia anche di burroni. 



Link interessanti:

http://www.linkiesta.it/perch%C3%A9-francesco

http://archiviostorico.corriere.it/2005/aprile/16/Salvo_preti_laici_durante_dittatura_co_9_050416051.shtml

http://www.corriere.it/esteri/speciali/2013/conclave/notizie/14-mar-papa-tango-fidanzata_1069e952-8c70-11e2-ab2c-711cc67f5f67.shtml

martedì 25 dicembre 2012

Deck the Halls, e buon Natale!

Non ho avuto tempo di portarvi la traduzione di Deck the Halls, ne approfitto qui per augurarvi di nuovo un sereno Natale, lasciandovi anche qualche informazione in più sul brano, reperita in rete su vari siti tra cui Wikipedia.

Si pensa che possa originare da una melodia seicentesca del Galles, quel che certo è che in America è considerato un canto tipico della tradizione (basti pensare a molti film statunitensi).

Il testo è stato rielaborato, infatti, e pubblicato per la prima volta in Inghilterra nel 1881 da J. P. McCaskey (che forse ne fu anche l'autore, ma si dice anche che le parole abbiano avuto origine negli Stati Uniti). Quel che sembra certo è che la melodia sia stata quasi certamente attinta da Nos Galan (“Vigilia di Capodanno”), un canto tradizionale gallese, databile probabilmente intorno al XVII secolo ed attestata per la prima volta in un manoscritto musicale dell’arpista gallese John Parry Ddall (1710–1782).

Il brano si compone di tre strofe (di otto versi ciascuna, anche se noi ne abbiamo cantate solo due) ma in realtà esistono due varianti leggermente diverse: tra le differenze, si nota, l'uso in un verso della parola Christmas in una versione e della parola Yule (voce di uso letterario o dialettale, derivata da un'antica festa pagana germanica del solstizio d'inverno) nell'altra per "Natale".
Il titolo della canzone deriva dalle prime parole della stessa, le quali fanno riferimento alla tradizione natalizia di decorare le stanze (deck the halls) con rami d’agrifoglio (boughs of holly):

Deck the halls with boughs of holly, 
Fa la la la la, la la la la. 
Tis the season to be jolly, 
Fa la la la la, la la la la. 
Don we now our gay apparel, 
Fa la la, la la la, la la la. 
Troll the ancient Yule tide carol, 
Fa la la la la, la la la la. 

See the blazing Yule before us, 
Fa la la la la, la la la la. 
Strike the harp and join the chorus. 
Fa la la la la, la la la la. 
Follow me in merry measure, 
Fa la la la la, la la la la. 
While I tell of Yule tide treasure, 
Fa la la la la, la la la la. 

Fast away the old year passes, 
Fa la la la la, la la la la. 
Hail the new, ye lads and lasses, 
Fa la la la la, la la la la. 
Sing we joyous, all together, 
Fa la la la la, la la la la. 
Heedless of the wind and weather, 
Fa la la la la, la la la la. 

Adornate i saloni con rami di agrifoglio. 
Questa è la stagione per essere allegri. 
Ora indossiamo i nostri abiti vivaci.
Cantiamo allegramente il vecchio canto natalizio. 
Guardate davanti a noi il ceppo di Natale che brucia vivacemente. 
Suonate l'arpa ed unitevi al coro. 
Seguitemi con ritmo allegro mentre io racconto il tesoro di Natale. 
L'anno vecchio sta quasi per finire, salute a quello nuovo, voi giovinetti e fanciulle. 
Cantiamo allegramente noncuranti del vento e del tempo.

Non sarà il più popolare della nostra tradizione, ma ogni tanto ci fa bene imparare qualcosa di nuovo. Tra l'altro devo dire che stamattina è venuto molto meglio. Per la pronuncia ci lavoreremo.
Buon Natale a tutti!

martedì 13 novembre 2012

Noi ci impegniamo…


Ci impegniamo noi, e non gli altri;
unicamente noi, e non gli altri;
né chi sta in alto, né chi sta in basso;
né chi crede,né chi non crede.
Ci impegniamo,
senza pretendere che gli altri si impegnino,
con noi o per conto loro,
con noi o in altro modo.
Ci impegniamo
senza giudicare chi non s'impegna,
senza accusare chi non s'impegna,
senza condannare chi non s'impegna,
senza cercare perché non s’impegna.

Il mondo si muove se noi ci muoviamo,
si muta se noi mutiamo,
si fa nuovo se qualcuno si fa nuova creatura.
La primavera incomincia con il primo fiore,
la notte con la prima stella,
il fiume con la prima goccia d’acqua
l’amore col primo pegno.
Ci impegniamo
perché noi crediamo nell’amore,
la sola certezza che non teme confronti,
la sola che basta
a impegnarci perpetuamente.

 don Primo Mazzolari





venerdì 5 ottobre 2012

Ricominciamo! ... da domenica scorsa.



Ebbene sì, siamo di nuovo qui, 
un nuovo anno di canti e prove e preghiere e speranze ci attende.


Be'. In realtà... chi ha mai smesso di fare una sola di queste cose?

Come? 

Cosa ho letto nei vostri pensieri formato fumetto? 

Non avete cantato più?!

Dio. dammi la pazienza, 
che se mi dai la forza faccio un casino!!!


Sciò, correte a riascoltarvi tutti i video di questo blog,
a preparare il raccoglitore coi canti,
a rimettere in ordine i cd e riascoltateveli un po'! 

Come avrete letto via sms e via email, 
come abbiamo avuto modo di dirci a voce o via telefonata,
sabato scorso sono ricominciate le nostre attività, 
un po' di corsa e un po' a sorpresa, lo so, 
come sarà un po' tutto il prossimo anno... no, scherzo!


Cercherò, proprio perché la laurea si avvicina, di essere il più precisa possibile
e di comunicarvi tempestivamente le date e le proposte.
Da parte vostra è richiesto un micro impegno, 
quello di non perdere mai l'esercizio
e di segnalarmi altrettanto tempestivamente 
le vostre esigenze ed eventuali difficoltà.
E soprattutto, cercate di non mancare alle prove!

Voglio inaugurare il nuovo anno con il Salmo 18 di domenica scorsa,
di cui esiste una bellissima versione cantata dai Gen Verde
che cercherò di postarvi a breve perché purtroppo su YouTube non si trova.



RIT: I precetti del Signore fanno gioire il cuore.

La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l'anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.

Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti.

Anche il tuo servo ne è illuminato,
per chi li osserva è grande il profitto.
Le inavvertenze, chi le discerne?
Assolvimi dai peccati nascosti.

Anche dall'orgoglio salva il tuo servo
perché su di me non abbia potere;
allora sarò irreprensibile,
sarò puro da grave peccato.


E poi per non farci mancare niente, vi ripropongo la bella e potente lettera di Giacomo.
Un vademecum da non perdere mai di vista... o almeno, cercare di non dimenticarlo, ecco.
E mi sento di dire che certe letture non capitano mai a caso.

Ora a voi, ricchi: piangete e gridate per le sciagure che cadranno su di voi! Le vostre ricchezze sono marce, i vostri vestiti sono mangiati dalle tarme. 
Il vostro oro e il vostro argento sono consumati dalla ruggine, la loro ruggine si alzerà ad accusarvi e divorerà le vostre carni come un fuoco. Avete accumulato tesori per gli ultimi giorni!
Ecco, il salario dei lavoratori che hanno mietuto sulle vostre terre, e che voi non avete pagato, grida, e le proteste dei mietitori sono giunte alle orecchie del Signore onnipotente.
Sulla terra avete vissuto in mezzo a piaceri e delizie, e vi siete ingrassati per il giorno della strage. Avete condannato e ucciso il giusto ed egli non vi ha opposto resistenza.


Vi aspetto domani
alle 15.15 in chiesa.
Non fatemi aspettare troppo!

venerdì 25 maggio 2012

Un cuore semplice...


Santa Maria, Madre di Dio,
conservami un cuore di fanciullo,
puro e limpido come sorgente!

Ottienimi un cuore semplice,
che non si ripieghi
sulle proprie tristezze;
un cuore generoso nel donarsi,
pieno di tenera compassione;
un cuore fedele ed aperto,
che non dimentichi alcun bene,
e non serbi rancore di alcun male.

Creami un cuore dolce ed umile,
che ami senza esigere d’essere riamato,
felice di sparire in altri cuori,
sacrificandosi davanti al tuo Figlio Divino.

Un cuore grande e indomabile,
che nessuna ingratitudine possa chiuderlo,
e nessuna indifferenza stancare.

Un cuore tormentato
dalla gloria di Gesù Cristo,
con piaga che non rimargini,
se non in cielo!


( P.Leonzio de Grandmaison )

sabato 31 marzo 2012

Lode a te o Cristo... è dei Gen Verde!


Ascoltate quanto è bella cantata da loro. 
L'anno prossimo la faremo così anche noi, è una promessa!


... con tutto che, alle prove, 
quando leggete bene il testo e siete precisi,
 viene discretamente.

Per chi ascolterà questa versione.
DIMENTICATEVI I "gorgheggini"
che sapete benissimo quanto mi urtano e che non ci stanno.
Però ascoltate come respirano, come tengono le note finali,
come si sente una voce sola.
Potete anche voi!
Chi canta prega 2 volte!



venerdì 23 marzo 2012

venerdì 9 marzo 2012

Per cantare alleluja è presto... ma per studiarlo il tempo non è mai abbastanza!

Questo è l'alleluja che impareremo per Pasqua, cominciate a entrare nell'ottica:


Domani lo spartito.

sabato 25 febbraio 2012

Trovate l'errore...

O Dio, nostro Padre, con la celebrazione di questa Quaresima, segno sacramentale della nostra conversione, congedi a noi tuoi fedeli di crescere nella conoscenza del mistero di Cristo e di testimoniarlo con una degna condotta di vita. Per il nostro Signore… 


... trovato? 
Non è un mio scherzetto, l'ho trovato proprio stasera sul(l'utilissimo) sito 
del convento di Bassano Romano (link qui a destra).


Una vignetta simpatica per cominciare con un po' di serena speranza la Quaresima.



Bene le prove di oggi, per chi c'era... alla prossima settimana!

Infine due bellissimi pensieri per tutti voi, spero apprezzerete:

Quanto più in fondo vi scava il dolore, tanta più gioia potrete contenere.

Kahlil Gibran
Non avere paura delle ombre, significano solamente che c’è della luce
 che splende lì vicino.
R. Renkel


Infine, vi ricordo che per condividere qualcosa su questo spazio basta inviarmi una mail al solito indirizzo di posta. Agli intraprendenti del web ripropongo di iscrivervi al blog, guardate qui nell'immagine dove inserire la vostra email:
Vedete dove? : ) 

A presto!

mercoledì 25 gennaio 2012

Da parte di Antonella



Una proposta di canto. Prescindendo se lo canteremo mai, è bello condividerlo e ascoltarlo.

Vi ricordo la riunione di sabato alle 15.30!


Aspetto altre proposte! 

lunedì 23 gennaio 2012

"Per la preghiera e per la vita"



E che cosa ci dice oggi Gesù, a duemila anni di distanza?
         Anzitutto Gesù ci invita a conoscerlo di più, ad amarlo, a imitarlo. Ci invita a essere saldi nella fede, radicati in Lui, suoi testimoni nel mondo.
Ci dice di mettere Lui e il suo progetto di vita a fondamento della nostra esistenza; di buttare la vita, di donarla per gli altri fino allo scandalo della croce, perché questa è la gloria, questa è l’unica via di risurrezione. Le altre strade non portano proprio alla risurrezione. Ed è inutile poi lamentarsi. I falsi valori ci ingannano sempre.
         Così la parola appassionata di Maria (Fate quello che Lui vi dirà) ci fa puntare decisamente a Gesù come risposta ultima alle nostre attese e ai nostri problemi, ieri, oggi, sempre. E questo non da un punto di vista teorico, astratto, bensì dal punto di vista di un preciso impegno pratico, esistenziale.
Il traguardo a cui puntare è l’esperienza di una vita intesa come amore senza limiti, che si dona fino a perdere tutto, e che – nell’ora precisa del dono supremo – rivela il suo senso più pieno. La vita donata lascia vuota la tomba, vince la morte e vive per sempre. Chi spreca la sua vita per gli altri, la ritrova in pieno…
Non c’è nessun masochismo in tutto questo. Neppure c’è amore della croce, o del dolore, o del sacrificio per se stesso. C’è soltanto l’adesione di fede alla vita di Gesù – l’Uomo che indica all’uomo il vero volto dell’uomo, proprio perché non è soltanto un uomo –.
Talvolta la croce ci fa paura, perché sembra essere la negazione della vita.
In realtà è proprio vero il contrario! La croce è il supremo sì di Dio all’uomo; è l’espressione massima del suo amore per noi; è la cattedra dell’amore; è la sorgente della vita che vince la morte.
E subito mi torna alla memoria Sabatino, un ragazzo di vent’anni, che ho incontrato molti anni fa, da giovane prete.
Sabatino era un ragazzo come tanti altri. Faccio un po’ di fatica a ricordarne il volto. Eppure, era un ragazzo santo. Aveva lasciato la sua casa, per andare a vivere con i barboni, i poveracci, gli emarginati che si danno ritrovo vicino alla Stazione Centrale di Milano. Qui un frate camilliano, fratel Ettore, aveva requisito per loro uno stanzone, una specie di tunnel dentro alla stazione. Sabatino aveva deciso di vivere con loro, per servirli. Gli fu fatale un acquazzone d’agosto, quando, sotto la pioggia, andava a cercare i suoi barboni. Poco prima che la polmonite lo uccidesse, alla Clinica del Lavoro di Milano, un biglietto: «Se esco di qui, vi racconto tutto… Come si muore, e poi ci si trova risorti. Saluto tutti. Sabatino».
E ancora ricordo…
Sabatino mi raccontò quella prima volta, in cui s’era messo a lavare i piedi purulenti di un barbone, ed era proprio un venerdì santo. Mi disse che aveva provato la mistica certezza di stringere tra le proprie mani i piedi feriti di Gesù. «E’ stata un’esperienza unica», confessava, «e rimarrà per sempre indimenticabile».
Al funerale, dove nessun barbone volle mancare, l’Arcivescovo Martini spiegò finalmente il segreto di Sabatino. «Sabatino viveva dell’Eucaristia», disse; «aveva fatto suo il progetto di vita di Gesù, cioè il pane spezzato e il vino versato. Sabatino portava impresso nel suo cuore Cristo crocifisso».
***
Ma che cosa significa per me portare «impresso nel cuore» il segno della croce? Che cosa significa questo nel concreto della mia vita?
Che cosa significa per me rimanere saldo nella fede?
Vuol dire precisamente questo: Fate quello che Lui vi dirà.

Un estratto dal testo della catechesi tenuta il 17 agosto 2011, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid, dal Rettore della Pontificia Università Lateranense, mons. Enrico dal Covolo

martedì 10 gennaio 2012

Ingenue perle di saggezza...


Buona settimana a tutti!

Ricordo a quanti erano assenti sabato scorso (e dire che mi ero raccomandata...escludendo chi era fuori Vt)
che Antonella, Daniela, Nuccia, Silvia e Antonietta hanno l'elenco di massima dei canti per la Settimana Santa e che Antonietta ha lo spartito di "Dall'aurora al tramonto".Ci vediamo a fine mese, ma restate sintonizzati su questa pagina! 


sabato 24 dicembre 2011

Per un Natale buono e non buonista

Prometti a te stesso di parlare di bontà, bellezza, amore a ogni persona che incontri; di far sentire a tutti i tuoi amici che c'è qualcosa di grande in loro; di guardare al lato bello di ogni cosa e di lottare perché il tuo ottimismo diventi realtà.
Madre Teresa di Calcutta

Anche se magari non è come che sognavamo 
e la magia che sentivamo negli anni passati va sempre più scemando... 
e purtroppo i veri motivi per cui essere grati, oggi, 
sembra debbano essere secondari al consumismo o alle corse ai preparativi...

buon Natale a tutti!


lunedì 19 dicembre 2011

-6!

Il secondo augurio è che il Natale ci ricordi come anche noi abbiamo bisogno di una luce che illumini il cammino della nostra vita e ci dia speranza, specialmente in questo nostro tempo in cui sentiamo in modo particolare il peso delle difficoltà, dei problemi, delle sofferenze, e un velo di tenebra sembra avvolgerci. Ma quale luce è capace di illuminare veramente il nostro cuore e donarci una speranza ferma, sicura? E’ proprio il Bambino che contempliamo nel santo Natale, in una semplice e povera grotta, perché è il Signore che si fa vicino a ciascuno di noi e chiede che lo accogliamo nuovamente nella nostra vita, chiede di volergli bene, di avere fiducia in Lui, di sentire che è presente, ci accompagna, ci sostiene, ci aiuta.


dall'omelia del Santo Padre del 7.11.2011 a Greccio


domenica 11 dicembre 2011

sabato 10 dicembre 2011

domenica 27 novembre 2011

Iniziamo l’Avvento con un grande invito... Vigilate!


Gesù, ti sto aspettando,
voglio dirti di non tardare.
Ti sto aspettando, tu mi vieni a cercare.
Ti aspettano i bambini che hanno fame,
porta loro il pane.
Ti aspettano le persone che soffrono,
porta loro la cura, stringi la loro mano.
Gesù ti sto aspettando,
voglio dirti di non tardare.
Ti sto aspettando, tu mi vieni a cercare.
Ti aspettano i bambini che hanno già tutto,
porta loro un desiderio in fondo al cuore:
aiutali ad accoglierti, con amore.
Ti aspettano e vegliano
le famiglie unite e quelle divise,
semina in tutte la concordia, la pace, la serenità.
Aiutami a vegliare!



Carissimi, siete pronti per vivere questo Avvento?
Preghiamo per non perdere la Luce sul nostro sentiero!



Sabato 3 pv riprenderemo le prove:
tenete d'occhio la casella di posta per avvisi e informazioni!


Buona prima settimana di Avvento a voi e ai vostri cari.