E dopo giorni di tremenda attesa (non so voi, ma io ero preparata al peggio, e non avevo grandi speranze sul successore di Papa Ratzinger) ieri abbiamo avuto l'ennesima prova che Dio non abbandona il suo popolo, e che fa bene tutte le cose. Come ho ripetuto più volte in questi giorni, il Libero Arbitrio si è fatto da parte, e finalmente Habemus Papam.
Non voglio esagerare, ma era proprio l'Atteso, per me.
Mi hanno colpito le poche parole ma efficaci, l'atteggiamento, i gesti. La semplicità. Il suo mostrarsi completamente diverso dai predecessori. Avete notato che è uscito solo con la veste bianca?
Sono quasi certa di essere di fronte a un momento storico di grande cambiamento per la storia della cristianità. Spero sarà un grande Pastore, questo Papa Francesco I. Non mi importa perché abbia scelto questo nome (sulla rete già malignano), si leggono tristi processi alle intenzioni, si guarda più a cercare il pelo nell'uovo che a guardare cosa il Cardinale Bergoglio abbia fatto in questi anni.
A fondo post trovate alcuni articoli che raccontano cose belle, diverse, che forse non siamo abituati a veder fare dai nostri porporati che spero si facciano un sentito esame di coscienza, perché questa è l'occasione che auguro loro per redimersi da tutte le porcate (che Don Flavio e soprattutto il Padreterno mi perdoni per la mia solita irruenza) che li han visti protagonisti in questi anni.
Ma come qualcuno mi ha voluto ricordare con forza, e gliene sono grata, nonostante non l'avessi perso di vista ma temessi di più la chiusura del cuore degli uomini, è Dio che fa la storia. Se lo lasciamo fare. Se ci affidiamo a Lui. E non ci delude, davvero.
Voglio condividere l'editoriale di Gramellini, perché è efficacissimo, ma prima il discorso di ieri sera, con cui si è presentato al suo popolo Papa Francesco I.
Annuntio vobis gaudium magnum;
habemus Papam:
Eminentissimum ac Reverendissimum Dominum,
Dominum Georgium Marium
Sanctae Romanae Ecclesiae Cardinalem Bergoglio
qui sibi nomen imposuit Franciscum
Benedizione Apostolica "Urbi et Orbi":
Fratelli e sorelle, buonasera!
Voi sapete che il dovere del Conclave era di dare un Vescovo a Roma.
Sembra che i miei fratelli Cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo … ma siamo qui … Vi ringrazio dell’accoglienza. La comunità diocesana di Roma ha il suo Vescovo: grazie! E prima di tutto, vorrei fare una preghiera per il nostro Vescovo emerito, Benedetto XVI. Preghiamo tutti insieme per lui, perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca.
[Recita del Padre Nostro, dell’Ave Maria e del Gloria al Padre]
E adesso, incominciamo questo cammino: Vescovo e popolo.
Questo cammino della Chiesa di Roma, che è quella che presiede nella carità tutte le Chiese. Un cammino di fratellanza, di amore, di fiducia tra noi.
Preghiamo sempre per noi: l’uno per l’altro. Preghiamo per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza. Vi auguro che questo cammino di Chiesa, che oggi incominciamo e nel quale mi aiuterà il mio Cardinale Vicario, qui presente, sia fruttuoso per l’evangelizzazione di questa città tanto bella!
E adesso vorrei dare la Benedizione, ma prima – prima, vi chiedo un favore: prima che il vescovo benedica il popolo, vi chiedo che voi preghiate il Signore perché mi benedica: la preghiera del popolo, chiedendo la Benedizione per il suo Vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me.
[…]
Adesso darò la Benedizione a voi e a tutto il mondo, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà.
[Benedizione]
Fratelli e sorelle, vi lascio. Grazie tante dell’accoglienza. Pregate per me e a presto! Ci vediamo presto: domani voglio andare a pregare la Madonna, perché custodisca tutta Roma. Buona notte e buon riposo!
***
La voce del silenzio, di Massimo Gramellini - La Stampa, 14 marzo 2013.
È timido, è semplice, è piemontese, anche se parla come Maradona. Chissà se gli basterà essersi chiamato Francesco per seppellire la pompa della Chiesa e la società dei consumi, entrambe degenerate a livelli insostenibili. Di sicuro uno che al suo primo affaccio dal balcone si mette in ginocchio e riesce a fare tacere per quasi mezzo minuto la folla di Roma può essere capace di qualsiasi impresa. Mezzo minuto di silenzio, cioè di spiritualità, qualcosa di molto più ampio della religiosità. Le parole trasmettono emozioni e pensieri. Il silenzio, sentimenti. Erano anni che lo aspettavamo. Anni orribili di applausi ai funerali e di minuti di silenzio inquinati da coretti da stadio non solo negli stadi. Questo terrore di entrare in contatto con se stessi, contrabbandato per empatia ed espansività. Questo bisogno di buttare sempre tutto fuori, per paura di sentire che cosa c’è dentro, fra la pancia e la testa. Il cuore.
Il gesuita Francesco ha mandato nel mondo il suono dimenticato del silenzio. Per trentadue secondi: in televisione un’eternità. Sarebbe bastato che dalla piazza partisse un «viva» o un «daje» per rovinare tutto. E invece una Roma improvvisamente e miracolosamente afona non gli ha sporcato il primo e fondamentale discorso a bocca chiusa. Ora il suo cammino può cominciare, nonostante le difficoltà del caso. Lui è abituato a girare in metropolitana, ma muoversi coi mezzi a Roma risulta piuttosto complicato. Le strade sono piene di buche, in Curia anche di burroni.
Link interessanti:
http://www.linkiesta.it/perch%C3%A9-francesco
http://archiviostorico.corriere.it/2005/aprile/16/Salvo_preti_laici_durante_dittatura_co_9_050416051.shtml
http://www.corriere.it/esteri/speciali/2013/conclave/notizie/14-mar-papa-tango-fidanzata_1069e952-8c70-11e2-ab2c-711cc67f5f67.shtml